Comunicazione: spazio globale e comunità virtuali

comunità virtualiIn questo articolo intendo riflettere sul modo in cui è cambiata la comunicazione in seguito alla rivoluzione digitale. Quest’ultima infatti ha modificato il senso del tempo e dello spazio necessari per raggiungere fisicamente una persona o un luogo, creando il concetto di spazio globale.

La comunicazione è la risorsa principale delle società globali, per cui i grandi apparati comunicativi che mettono in rete le persone, diventano i nuovi centri di potere del mondo.

La rete è oggi un luogo in cui, oltre a trasmettere significati, si trasmettono relazioni, e in cui l’effetto della rivoluzione digitale oltrepassa il legame tra comunità territoriali. Le comunità si costruiscono a prescindere dal territorio di appartenenza, e vediamo proliferare da circa quindici anni quelle che chiamiamo  comunità virtuali.Affrancandosi dalla territorialità, le comunità relazionali possono coltivare e condividere meglio i loro interessi.

I processi culturali si modificano e la condivisione di credenze, valori, esperienze, tradizioni non avviene più all’interno della comunità chiusa, ma si apre all’influenza e alla contaminazione dello spazio globale.

Anche se permane un approccio difensivo della comunità nei confronti della minaccia simbolica esterna, nello spazio della comunicazione globale, nessuna comunità può avere la pretesa di ritenersi chiusa. Anzi la chiusura diventa causa del deperimento culturale.comunità virtuali

Non esistono più le condizioni per comunità coese sul lungo periodo. L’accelerazione nelle ralazioni culturali modifica di continuo i legami. Così maturiamo la consapevolezza che il sistema della rete globale plasma ed è a sua volta plasmato dal mondo.  La storia del mondo passa ora attraverso la rete. Infatti oggi un digital event mette al centro della comunicazione globale ogni “fenomeno” locale, anche il più piccolo e sperduto.

In questa prospettiva abbiamo bisogno di nuovi modi di pensare, di frequentare, di relazionarci. E dobbiamo imparare a trarre profitto dalle comunità globali nelle quali si sviluppano le differenze. Le identità culturali sono sempre più composite, instabili e controverse.

In questo modo i processi culturali sono diventati puzzle che variano continuamente. All’improvviso tutte le tessere finiscono fuori posto e l’architettura complessiva si scompagina. In questa nuova realtà è bene assecondare gli andamenti e canalizzare i pluralismi culturali che proliferano nella comunicazione globale.

A mio parere la complessità culturale che stiamo vivendo, e che scaturisce anche da queste differenze locali e dalle comunità virtuali, è una grande ricchezza relazionale di cui tutti possiamo usufruire.

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Per approfondire gli argomenti di questo articolo:

Wendy Griswold   Sociologia della cultura, Bologna, Il Mulino, 1997

C. Geertz, Mondo globale, mondi locali. Cultura e politica alla fine del ventesimo secolo, Bologna, Il Mulino, 1999

G. Marramao, Passaggio a Occidente. Filosofia e globalizzazione, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.

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Lettrice curiosa in cerca di emozioni su cartaceo e su ebook, blogger per caso, e scrittrice sin da ragazzina per passione inesauribile.

Laureata in Scienze Politiche, a indirizzo sociologico. Master in Creazione di Progetti Sociali e Sviluppo Locale.

Sono appassionata di libri, di comunicazione, di musica, di arti grafiche e di tutto ciò che è creatività.

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