Hai una domanda? Ricerca su Google: ti risponde 

Hai una domanda?

Ricerca su Google: ti risponde.Ricerca su Google

Il titolo di questo articolo non intende essere provocatorio ma riflettere su una cultura della conoscenza e del sapere che oggi è incentrata sempre più su internet.

Se fino a vent’anni fa tutte le ricerche culturali e gli approfondimenti avvenivano tramite la lettura di libri cartacei, o all’interno di ampi volumi enciclopedici, presso le biblioteche, oppure partecipando a conferenze, oggi la prospettiva si è capovolta.Non è più l’utente che deve muoversi per ottenere le informazioni, ma le informazioni sono immediatamente reperibili con pochi rapidi click.

Facile raggiungibilità delle informazioni

Le  ricerche su internet rappresentano uno strumento potente di auto-apprendimento, basate sulla facile accessibilità ai dati. Infatti se abbiamo bisogno di una risposta su qualsiasi argomento, il gesto immediato che facciamo è quello di inserire alcuni termini di ricerca sintetici in Google e poi, dopo pochi secondi, ci limitiamo a leggere le prime due o tre pagine di risposta che otteniamo per avere la sensazione di possedere la conoscenza.

Essere informati non è un lusso, non è un privilegio per pochi, ma un diritto a cui è facile accedere.Ricerca su Google

Le definizioni tecniche che fino a qualche anno fa venivano scrupolosamente redatte da parte di esperti di settore, oggi vengono riportate in modo più o meno preciso o approssimativo, in rete, da parte di presunti esperti on-line. Con ciò non intendo sminuire la validità o la veridicità delle informazioni reperibili sul web, nè intendo puntare il dito contro un sistema consolidato, che ha una propria funzionalità. Ma voglio soltanto riflettere sul fatto che la maggior parte delle informazioni che viene pubblicata su internet, non può essere verificata. Ne consegue che la competenza di coloro che erogano le informazioni non può essere immediatamente accertata da parte dell’utente.

 

Fonti d’informazione affidabili

Per cui diventa sempre più importante un’attenzione da parte dell’utente nell’effettuare le proprie ricerche. Ogni utente dovrebbe imparare a porsi in posizione di critica, dovrebbe imparare ad accedere sulla sezione “chi siamo” di ogni sito, dovrebbe avere l’accortezza di effettuare dei confronti, per esser sicuro di avere ricevuto informazioni affidabili.

In uno spazio internet sempre più ampio è fondamentale il rapporto di fiducia che l’utente instaura nei confronti di un sito o di un nome. Questa fiducia si costruisce, poco per volta, nel tempo. Gli utenti possono ritornare su di un sito che eroga contenuti di qualità, e nei confronti del quale hanno avuto una buona esperienza.

Questo rispondificio che chiamiamo Google ha assunto a mio parere una rilevante funzione sociale, di cui sarebbe bene prendere coscienza.

In assenza di una regolamentazione, che indirizzi gli utenti a distinguere più facilmente le informazioni attendibili da quelle che non lo sono (o persino dalle bufale), sarebbe bene per ogni utente porsi quindi sempre in posizione di dubbio, prima di considerare attendibile un’informazione. Inoltre sarebbe utile impiegare un po’ di tempo per effettuare ricerche incrociate nel caso di perplessità.

 

Il sapere “deve” avere uno spazio su internet

Questo mutamento di prospettiva nella reperibilità del sapere ha avuto un risvolto imprevisto: oggi se un’informazione non accede su internet è come se non esistesse. Un’informazione che non è in rete, non è conoscibile, non può essere appresa e non è condivisibile. Il web diventa quindi anche il luogo del passaparola. La consapevolezza di questo passaparola virtuale si sta ampliando, per cui qualunque attività commerciale o attività di servizi ha oggi il proprio sito internet, oppure, in caso di realtà più piccole, una pagina Facebook che rappresenti una sorta di biglietto da visita virtuale.

 

Che cosa è cambiato nei contenuti che si trovano su internet?

La risposta è che il sapere diventa sempre più instabile, superficiale, soggettivo, vittima di opinioni.

 

Un sapere instabile 

L’instabilità deriva dal fatto che le pagine presenti sulle ricerche di Google sono dinamiche, derivano cioè da una serie di parametri statistici che vengono aggiornati periodicamente.

Quindi se si esegue la medesima ricerca dopo alcuni mesi i risultati ottenuti saranno diversi. Il contenuti potrebbero essere difformi.

 

Un sapere superficiale

La rapidità con cui è possibile raggiungere le informazioni ha infatti il contrappeso di non essere approfondita. Spesso non è possibile conoscere neppure le fonti di provenienza di tali informazioni. Non si pone più la dovuta attenzione alla biografia (solo pochi siti come wikipedia ancora mantengono la biografia).

 

Un sapere soggettivo 

La soggettività dipende dal fatto che le informazioni immesse in rete vengono elaborate in modo personale, seguendo le inclinazioni e le preferenze espressive di coloro che redigono un articolo. Ciò comporta che spesso chi scrive si preoccupa più che i concetti espressi siano facilmente fruibili, piuttosto che di formulare definizioni precise, o scientificamente corrette.

 

Siamo vittime delle opinioni

Il termine vittima non è stato scelto a caso. Le opinioni sono infatti un’arma estremamente potente soprattutto nella nostra società attuale, perché influenzano fortemente le decisioni altrui, e ne indirizzano le scelte.

Per non diventare vittime ma utenti consapevoli di questo enorme oceano che è il web, il mio semplice consiglio è quello di confrontare le informazioni, e NON accontentarsi mai della prima e più facile risposta.__

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