Il concetto di comunicazione nella rivoluzione digitale


rivoluzione digitaleLa comunicazione è considerata oggi il fulcro di qualsiasi attività interpersonale, e tutti pensiamo di aver ben chiaro in mente che cosa essa sia, ma il concetto di comunicazione è complesso, ed è legato ai mutamenti generati dalla cosiddetta rivoluzione digitale.

Riporto qui di seguito  le posizioni delle principali teorie della comunicazione, per chiarire il concetto e la sua evoluzione.

La concezione scientista

La comunicazione è concepita come il trasferimento di proprietà, risorse e status da un soggetto all’altro. Ne consegue che la comunicazione è una meccanica trasmissiva che dà per scontata la capacità connettiva e comunicativa di tutte le figure partecipanti. Questa tipologia di definizione decontestualizza gli ambiti, i soggetti e ha il vantaggio di semplificare la ricerca sul campo.

La concezione comportamentista

In questa concezione la comunicazione è assimilata ai comportamenti di esseri viventi in comunità umane che influenzano altri esseri viventi. Non basta la pura trasmissione di risorse, per parlare di comunicazione. È necessario che il destinatario dell’input comunicativo modifichi il suo atteggiamento o comportamento. I flussi comunicativi sono considerati unidirezionali e confermano il potere e l’autorità del soggetto più forte all’interno della relazione comunicativa.

 

La concezione strutturalista

Secondo questa impostazione la comunicazione si risolve in uno scambio di valori, normato da regole.  La società umana costituisce un insieme differenziato di culture che la comunicazione mette in contatto, mediando le differenze non solo linguistiche ma anche non verbali.

 

La concezione matematico-informazionale

Secondo le teorie dell’informazione, la comunicazione è classificata come trasmissione di informazione da un soggetto all’altro. Dove il valore dell’informazione ammette una pluralità di scelte, mentre il significato dell’informazione indirizza verso  opzioni limitate. Chi detiene la fonte dell’informazione e i mezzi tecnico-culturali è destinato a primeggiare nella relazione comunicativa.rivoluzione digitale

 

Queste teorie della comunicazione ci aiutano a comprendere la funzione sociale della comunicazione, e influenzano sensibilmente le relazioni di socializzazione tra comunità e tra individui.

La rivoluzione digitale ha scombussolato gli scenari delle teorie della comunicazione introducendo campi inediti.

Le strutture digitali rendono infatti istantanea la comunicazione, la quale tende a condizionare e plasmare sempre di più l’opinione pubblica. Ogni evento, per essere veramente tale, deve essere digital event: cioè, risultato della manipolazione di processi digitali.

Le tecnologie digitali sostengono il ruolo di coordinamento  della trasmissione dei saperi e della diffusione delle conoscenze. Ed è l’accesso alle tecnologie ed ai mezzi digitali (non solo alla rete)a ridisegnare la mappa dell’inclusione/esclusione sociale a scala planetaria.

La digitalizzazione dei flussi comunicativi conferisce alla comunicazione nuove forme, nuovi assetti e nuove finalità. Si apre un ventaglio di possibilità attraversato da varie contraddizioni tra cui:

  1. l’accesso all’azione comunicativa è diventato più semplice e, al tempo stesso, più complicato: l’elevato tasso cognitivo richiesto dalla comunicazione esclude intere fasce sociali;
  2.  la liberazione dei canali comunicativi non coincide con l’accesso alla democrazia politica;
  3.  la moltiplicazione dei mezzi e dei prodotti digitali contribuisce alla semplificazione e alla velocificazione della comunicazione, ma conserva un carattere selettivo;
  4. lo scambio di informazioni digitali allarga lo spettro della comunicazione interumana, ma si espande la supremazia tecnico-semiotica dei poteri digitali sui fruitori della comunicazione;
  5. la comunicazione digitale è irreggimentata nel proporre i valori e le prescrizioni normative dominanti.

Assistiamo quindi a un ridisegno delle variabili di contesto che caratterizzano l’ambito economico-finanziario, scientifico, socio-culturale e politico. In ognuno di questi campi, è decisivo il ruolo giocato dalla formazione di reti di trasmissione del sapere e della conoscenza. I Network society e la comunicazione globale sono così diventati il centro della trasmissione di informazioni.

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Per approfondire i temi di quest’articolo:

U. Eco, La struttura assente, Milano, Bompiani, 2016.

H. M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 2015;

J. Habermas, Teorie dell’agire comunicativo, Bologna, Il Mulino, 2017;

W. J. Ong, Oralità e scritturaa, Bologna, Il Mulino, 2014;

G. Gilli, La teoria della società di massa, Napoli, ESI, 1990;

E. Mascilli Migliorini, La comunicazione nell’indagine sociologica, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1990;

J. Rifkin, L’era dell’accesso, Milano, Mondadori, 2001.

R. Grandi, I mass media fra testo e contesto, Milano, Lupetti, 1994;

A. Mattelart, La comunicazione mondo, Milano, Il Saggiatore, 1994;

U. Volli, Il libro della comunicazione, Milano, Il Saggiatore, 1994;

A. Abruzzese-A. Dal Lago (a cura di), Dall’argilla alle reti, Genova, Costa & Nolan, 1999;



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