Il potere comunicativo della televisione

potere comunicativoGli studiosi di sociologia, i filosofi e gli storici circa cinquant’anni fa si accorsero che il modo di comunicare delle persone stava cambiando. Non c’era più soltanto il rapporto tra chi inviava un messaggio e un destinatario che lo riceveva e che poteva a sua volta rispondere.

C’erano dei nuovi soggetti emittenti che erano in grado di inviare uno stesso messaggio contemporaneamente a centinaia e persino a migliaia di destinatari. Questi strumenti tra l’altro andavano in un’unica direzione e quindi non prevedevano alcuna risposta. Per cui chi riceveva il messaggio poteva solo ascoltarlo senza la possibiilità di ribattere.

Il più diffuso tra questi soggetti era e forse è tuttora la televisione (anche se negli ultimi anni internet sta prendendo il sopravvento).

potere comunicativoLa sociologia della comunicazione è una branca della sociologia che nasce dall’esigenza di capire in che modo i nuovi mezzi di comunicazione, i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa (radio, televisione, internet) influenzano le persone e i gruppi sociali.

Questo nuovo modo di comunicare “di massa” destava negli studiosi non poche preoccupazioni perché ci si rese conto che i messaggi trasmessi potevano manipolare il pensiero di tantissime persone, nonostante il vantaggio di consentire a molte più persone l’accesso alle informazioni e la partecipazione ad azioni collettive.

Basti pensare ai telegiornali che consentivano di sapere in tempi rapidi ciò che accadeva dall’altra parte del mondo.

Nell’arco di pochi decenni questi strumenti di comunicazione hanno avuto un’evoluzione esponenziale, hanno modificato persino la concezione dello spazio e del tempo, ed hanno contribuito nell’indirizzare il pensiero di intere collettività.potere comunicativo

La televisione in particolare è diventata uno strumento irrinunciabile della quotidianità di ognuno di noi, ed essa ha creato nuovi valori su tutti gli ambiti della vita sociale a partire dai canoni estetici fino ai concetti di: benessere, di autorealizzazione e di felicità..

La televisione ha avuto la forza di creare nuove figure di riferimento collettivo a cui è diventato necessario attenersi. Inizialmente i sociologi teorizzavano che la televisione si sarebbe trasformata in un mezzo capace di condizionare le ideologie politiche, ma in realtà il condizionamento si è dimostrato essere ben più ampio e agisce: sulla cultura, sulle mode e tendenze, sulle scelte commerciali.

Le immagini televisive  infatti ci mostrano dei “personaggi” le cui idee diventano importanti per la costruzione delle nostre convinzioni. Sono coloro che oggi chiamiamo gli “opinionisti” e che sostituiscono coloro che fino a qualche decennio fa erano chiamati gli “intellettuali”.

Gli intellettuali erano dei pensatori, filosofi, giornalisti, scrittori. Oggi il ruolo degli intellettuali si è  ridimensionato molto, ed è associato solo ad alcuni ambiti di studio, di ricerca, o di approfondimento.

Inoltre oggi tutto ciò che è importante “deve” passare per la televisione, perché è come se essa sancisse l’esistenza di un fatto, di un oggetto o di una persona. La diffusione dei reality ci conferma questa caratteristica della televisione. Chiunque desideri farsi conoscere infatti accede proprio ai reality.potere comunicativo

Nel gergo comune sentiamo dire che se non sei stato in televisione “non sei nessuno”.

Ecco! Questo ci fa comprendere quanto sia stratificato il potere della televisione nella nostra società attuale.

È possibile in qualche modo difendersi da questa egemonia?

Fino a qualche anno fa riuscivano a mantenere una propria autonomia di pensiero coloro che leggevano molto, perché i libri sono sempre il miglior modo per mantenere sveglia e attiva la mente.potere comunicativo

Oggi anche i libri sono cambiati e non solo per il loro formato digitale ma perché la produzione letteraria si è espansa a dismisura. I libri pubblicato ogni anno sono migliaia e si affiancano ad un mercato parallelo sempre più vasto di self-publishing.

In linea teorica questo dovrebbe consentire un maggiore accesso alla cultura da parte di tutti, e una maggiore differenziazione di pensiero. In pratica invece ciò che accade è che coloro che mantengono il monopolio dei mezzi di comunicazione hanno la possibilità di pubblicizzare alcuni libri e quindi alcune idee che perciò diventano dominanti e condizionanti.

Oggi un altro strumento che sta diventando ogni giorno più potente e che assume una vastità di impiego persino maggiore della televisione per la sua caratteristica di interattività è internet.televisione

Internet sta provvedendo a modificare il modo di pensare delle persone, e sta diminuendo le distanze della gente comune rispetto ai centri di potere. L’accesso alla molteplicita di opinioni diventa maggiore e sembra che sia davvero possibile realizzare una forma di democrazia culturale.

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Per approfondire gli argomenti di questo post:

http://www.treccani.it/enciclopedia/sociologia-della-comunicazione_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://doc.studenti.it/appunti/sociologia-della-comunicazione/10/sociologia-comunicazione.html

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Lettrice curiosa in cerca di emozioni

su carta e su ebook,

blogger per caso,

e scrittrice per passione inesauribile.

Sono laureata in Scienze Politiche, indirizzo sociologico. Master in Creazione di Progetti Sociali e Sviluppo Locale.

Sono appassionata di libri, di comunicazione, di musica, di arti grafiche e di tutto ciò che è creatività.

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