Racconto: “Il giorno di Oggi”

Risultati immagini per immagini cielo rosa e arancioTITOLO:  Il giorno di Oggi

AUTORE:  Maria Fazio

GENERE: fantascienza

Note: racconto segnalato al “Premio Letterario Zanella”  2006 e inserito nell’antologia “Cieli Nuovi, Terre Nuove”. Edizioni Veneta. Vicenza 2006.

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Oggi è un giorno nuovo!

Non so ancora se sarà bello o brutto ma… è.

I colori del cielo sono un miscuglio di rosa pallido ed arancio intenso; il profumo che emana la terra è aspro, quasi acido; il riverbero del sole è sbiadito.

Ma per il resto il mondo sembra essere sempre lo stesso.

Non so che cosa abbia provocato quella che tutti chiamano una catastrofe ambientale ma l’abbiamo appena superata… l’importante è questo.

Io sono un modesto anziano contadino e per me l’importante è questo.

I miei tre nipoti, che sono istruiti e che capiscono le notizie importanti del telegiornale, dicono che si trattava di una cosa prevedibile, che il clima politico-economico a livello internazionale lasciava prevedere che sarebbe presto accaduta qualcosa del genere.

Bah! Se lo dicono loro?!

Ma se poi chiedo ad ognuno di loro che cosa sia davvero concretamente accaduto, perdono tutta la loro baldanzosa sicurezza, balbettano frasi sconclusionate e filosofiche ed ognuno mi espone la sua ipotesi.

Naturalmente ogni ipotesi è diversissima dalle altre, per cui capisco che anche loro ne sanno quanto me. Ma sono giovani, li capisco… si sono spaventati (come tutti del resto) e si sforzano dunque di dare un senso a questa situazione incomprensibile che ci è capitata addosso.

Io invece ho ormai abbastanza anni sulle spalle per sapere che non sempre le cose che succedono hanno un motivo o un significato. Succedono e basta!

Io so quello che ho visto e non m’interessa sapere altro.

So che ieri sera il cielo intorno a tutto il pianeta si è oscurato, è diventato una specie di cappa uniforme e nera che sembrava voler soffocare tutto il genere umano.

So che le televisioni e le radio hanno cominciato a mandare in onda, a ripetizione, edizioni straordinarie di telegiornali per mettere a conoscenza delle cittadinanze locali che si stava verificando un fenomeno insolito ed improvviso (come se non ce ne fossimo già accorti) e che si trattava di un evento che stava coinvolgendo tutto il mondo.

So che le televisioni si sono spente quasi contemporaneamente in tutto il mondo, che l’energia elettrica è mancata ovunque e che è cominciato una specie di violentissimo temporale come non se ne erano mai visti nella storia.Risultati immagini per immagini temporale

Io non ho idea di quanto siano stati forti i temporali della Storia ma, durante il corso della mia vita (che è abbastanza lunghetta per la media nazionale), non ho mai assistito a nulla del genere… dunque, una volta tanto, credo a quello che mi dicono quei (come si chiamano) i mass-media.

E’ stata una specie di uragano o un insieme mescolato di fortissimi uragani che ha devastato tutto quello che c’era da devastare.

Poche case sono rimaste in piedi. Pochi rifugi hanno resistito alla potenza di quella specie di tempesta. Tanti poveracci sono morti… peggio di una guerra!

Sembra che la pioggia scendesse giù acida, che i fulmini fossero di colore rosso, che il vento fosse così violento da lasciare ferite sulla pelle, che la grandine bucasse i muri.

Io ho visto poco di tutto questo disastro perché, quando mi sono reso conto che si stava avvicinando il peggio, che si stava scatenando una specie di finimondo, ho interrotto la cena eravamo tutti intorno alla tavola di casa mia) ed ho costretto la mia famiglia a scendere giù e restare chiusa in cantina.

Mia figlia e suo marito si sono rassegnati subito a fare come dicevo io, perché mi conoscono e sanno bene che quando mi metto in testa una cosa non c’è verso di farmi cambiare idea.

I nipoti invece, naturalmente, volevano uscire; insistevano che non si sarebbe trattato di una cosa così grave ma io sono testardo, mi sono messo la chiave in tasca e non li ho lasciati mettere il naso fuori fin quando tutto è finito.

Non so quante ore siano trascorse prima che tutto finisse… il vento ululava forte e talvolta si udivano persino urla disperate, ma non ci siamo mossi finché tutto è tornato silenzio.

E avevo ragione io.

Infatti io sono ancora qui e lo posso raccontare.

Io c’ero, ero presente alla grande catastrofe e sono sopravvissuto.

Quindi, visto che alla fine… tutti parlano, parlano ma nessuno sa che cosa sia davvero successo, se qualcuno domani mi chiederà… anch’io avrò la mia ipotesi, e non sarà più giusta o più sbagliata di tante altre.

Per me è stata la Signora Madre Natura che si è arrabbiata!

Non ha sopportato più lo schifo che noi esseri umani facciamo per sporcarla e deturparla, perciò ha deciso di punirci, di ricordarci che ci vuole rispetto ed umiltà nei confronti di Colei che ci da sostentamento.

Io penso così!

Per me è questa la verità.

Quindi, anche se il cielo resterà a lungo di questo colore rosa arancio, ed anche se la terra manterrà questo odore aspro,  oggi lascio chiuso in garage il trattore a benzina, mi prendo in spalla pala e piccone (come facevano i miei nonni) e comincio a lavorare la terra come Natura vuole.

Della mia immensa piantagione non è rimasto più praticamente nulla, solo rami sradicati. Il mio orto è tutto da ricostruire, il vivaio completamente cancellato.

C’è molto lavoro da fare ma andrò avanti piano piano, seguendo i ritmi giusti delle stagioni.

Non voglio dire che lavorerò soltanto con la pala ed il piccone… non sono impazzito!

Oggi lo faccio perché è un giorno speciale… perché è il giorno del rispetto.

Lo so benissimo che la tecnologia ci vuole.

Lo so che per generare buoni prodotti ci vogliono strumenti ed attrezzature adatti, altrimenti non si va da nessuna parte, altrimenti il mercato ti taglia fuori e nessuno avrà frutti buoni da mangiare.

Ma starò attento, starò molto più attento a valutare il modo in cui uso le mie attrezzature; sarò cauto che i miei strumenti non facciano male alla terra ed all’aria… e chissà che questa catastrofe non sia stata da insegnamento anche per qualcun altro oltre questo misero vecchio che sono io.

Bene!

Oggi è cominciato davvero un giorno nuovo.

Non posso ancora sapere se sarà bello o brutto ma… è.

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