Racconto: “La Biblioteca” di Lidia Paola Popolano

Racconto La BibliotecaTITOLO: La Biblioteca

AUTRICE: Lidia Paola Popolano

GENERE: narrativa

NOTE: vincitore al V Concorso Letterario “Città di Gravellona Toce” – Emozioni di Donna: racconti e vissuti.

 

**********

Fu rigogliosa la mia biblioteca, prima che andasse in rovina.Un tempo la gestivo come fossi una vera sovrintendente. La curavo come fossi una filologa.
Ordinavo i libri per argomento e per autore. Scrivevo annotazioni personali a margine sui libri che meritavano, secondo me, questo onore. A volte, scrivevo delle annotazioni critiche nell’intenzione di rileggerle dopo qualche anno, per tenere sotto controllo l’evoluzione dei miei gusti e della mia formazione. La tenevo in ordine e accuratamente spolverata. Ci passavo diverse ore della mia giornata. Era il mio luogo preferito.
Non è possibile datare la sua costruzione, i primi libri sono quelli della collezione di classici semplificati per ragazzi, negli anni Sessanta si usava. Li regalavano i genitori e i parenti nelle ricorrenze.
Poi si aggiunsero i classici acquistati su consiglio degli insegnanti e via via le pietre miliari delle lotte studentesche, la passione per le grandi donne scrittrici, i saggi politici, filosofici, filologici, sociali.
E tra di loro, a scopo di evasione, anche scaffali pieni di libri gialli, di spionaggio e soprattutto di libri di fantascienza – i quali non ho mai considerato letteratura di second’ordine – che non avevo il coraggio di sistemare vicino a Hemingway o a Woolf. Una biblioteca dentro la biblioteca.
Un grande impulso all’arricchimento della mia collezione era stato l’associarmi ad un club di lettori, che mi permetteva di acquistare edizioni pregevoli a prezzi interessanti e mi consentiva di tenermi aggiornata sugli autori contemporanei. Attraverso questo canale, acquistai almeno per venti anni. Ero una lettrice assidua e sistematica. Una volta scoperto un autore, potevo passare qualche mese, a volte anno, a leggere tutte le sue opere senza mai annoiarmi. Come un dovere, ma era anche una gioia. Un completamento della personalità. La cura del mio giardino interiore.
Non mancavano anche testi sulle religioni e i classici della politica, affiancati alla biografia dei personaggi storici che mi affascinavano.
A un certo punto però, raggiunsi la consapevolezza che, anche essendo sistematica, non sarei mai riuscita a leggere o rileggere tutti i libri che avrei voluto. Questo fu un brutto giorno anche se, per fortuna, il dispiacere passò, come passa la delusione per le prime rughe o per i primi capelli bianchi.
Decisi allora di affidarmi a un canone delle opere della letteratura occidentale, non potevo permettermi di mancare di leggere qualche testo fondamentale e l’autore, peraltro
piuttosto conservatore, ne suggeriva di veramente bellissimi. Mi affidai a lui e piano piano acquistai e lessi quasi tutte le opere consigliate dal canone. Ora che ci penso, mi mancano alcune commedie di Strindberg e chissà forse le acquisterò. Il libro del canone è tuttora lì tra i volumi in primo piano della mia biblioteca. Posso riprenderlo quando voglio.
Avrei difficoltà oggi a quantificare i volumi della mia biblioteca. Dovrebbero essere centinaia. Ho moltiplicato le librerie, una per stanza. I libri, all’inizio disposti con cura e in una sola fila, ben presto si sovrapposero e diventò sempre più difficile classificarli. Una biografia doveva stare vicino alle opere di un’autrice e alle sue lettere e diari, oppure dovevo creare un settore interamente costituito da biografie? Non mi andava certo di attingere al metodo di Dewey, eppure diveniva sempre più difficile trovare un testo in quella complessità e sempre meno facile sistemarlo.
Cominciai a poggiare i nuovi acquisti in un apposito scaffale dei libri ancora da riordinare.
All’inizio erano tre o quattro volumi, perché prontamente li distribuivo nei settori relativi.
Smisi di acquistare sistematicamente e cominciai a lasciarmi attrarre dal consiglio di un amico, dal trafiletto sul giornale, dalla necessità di approfondire un argomento per il lavoro, dall’acquisto estemporaneo alla spiaggia o alla stazione prima di una partenza.
Lo scaffale dei libri da sistemare in breve acquisì una sua vita autonoma rispetto agli altri. Un’esistenza individuale non collegata con i vari settori. Un aspetto alquanto disordinato.
Come conciliare le lettere di Etty Hillesum, ad esempio, con il saggio sulla nascita di Roma antica del Carandini o con il libro sui 5 imperatori buoni della collana For Dummies?
Il disordine poi era collegato anche al fatto che sul comodino non c’era più un libro solo. Ce n’erano quattro o cinque cominciati. Avevano tutti una loro ragione per essere lì, naturalmente, ad esempio le citate lettere erano un potente metodo di riflessione anche non lette nell’ordine, i Vangeli erano una rilettura a cui mi dedicavo di tanto in tanto. Il romanzo di Asimov consigliato da un mio caro amico non poteva aspettare che finissi i vangeli per essere letto: dal momento che ne parlavamo spesso, aveva la sua motivata urgenza.
A un certo punto, le complesse vicende personali e i disordini psicologici degli anni della cosiddetta maturità, misero in crisi le certezze, le convinzioni, la sistematicità, l’ordine. La biblioteca entrò in dissesto. Non era più possibile mantenere una biblioteca del “bianco è bianco, nero è nero”. Non mi era ancora possibile però creare una biblioteca delle sfumature.
Ora il mio tesoro è ancora lì, non c’è stato un incendio, non un’invasione, non un problema di spazio, non un trasloco, non so bene cosa sia stato. La mia biblioteca è andata in rovina e non so ancora spiegarmi il perché. Tento di giustificarmi e di consolarmi, guardando le librerie alle spalle dei personaggi, anche rilevanti culturalmente, che appaiono in TV.
Sbircio e vedo anche lì i libri disposti in varie file oppure orizzontalmente, a volte incastrati sopra una fila di libri verticali. La vittoria dell’improvvisazione, della polvere e del disordine.
Quando guardo questo, passato l’effetto “pugno allo stomaco” che mi fa temere che la mia vita stia andando in malora, mi viene da pensare che la mia biblioteca ne sia proprio la metafora consapevole. Non voglio più dirigermi verso l’ordine e le sicurezze. Al contrario, voglio andare verso una pace che sappia di resa consapevole al disordine. Non è possibile risolvere i problemi del mondo nello spazio di una generazione. Non riuscirò a realizzare tutte le mie aspirazioni. Non finirò di riordinare le mie idee e una brusca interruzione potrebbe accadere anche ora, proprio in questo istante.
Cosa mai potrà sostituire la splendida sicurezza che avevo da giovane, ora che il caos sembra regnare sovrano? Quale sarà adesso il mio luogo preferito? Io non mi arrendo. Non rinuncio ad essere felice.
Forse non è un nuovo metodo per riordinare la biblioteca che mi occorre – visto che gli sforzi che ho fatto fino a ora non sono serviti a darle una forma soddisfacente – ma è uno stato d’animo auspicabile e accettato.
Forse mi occorre uno stato animo che mi aiuti a raggiungere la serenità nel caos, che mi faccia mantenere il sorriso nel disordine e la gioia della sorpresa quando si presenterà in mezzo al consueto e allo scontato. Uno stato d’animo che contempli l’esistenza di reti di
conoscenza e di relazioni umane, ma senza una legge matematica che mi faccia tenere tutto sotto controllo.
Che la gioia della sorpresa si presenterà, questo è sicuro.
Questo lo so per certo, perché un giorno, quando ormai non l’aspettavo più, la vita ha bussato alla porta del mio cuore e io ho buttato all’aria l’ultimo spolverato libro che avevo per le mani e le ho aperto la porta.__

__________________________________

Della stessa autrice:

Racconto: Rotto

Racconto: Il dilemma del pasticcere

__________________________________

Gli altri Racconti alla Finestra:

Racconto: Un animo nobile

Racconto: una Milanese di troppo

Racconto: Il naso che scappa

Racconto: Fotogrammi

Racconto: Non chiamatemi vecchio

Racconto:  Il giorno di Oggi

Racconto: Donna Cuncetta ‘a fattucchiara

Racconto: Carlotta

Racconto: Verso la Luce

Racconto: Steambros Investigation – Halloween’s Hellgate

Racconto: Cuore Sacro

Racconto: la Danza delle Anime Complementari

Racconto: Tra terra e Mare

Racconto: L’ombelico della terra

Racconto: I colori nell’anima

Racconto: La Quaresima

_____________________________

Home



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code