Racconto: “Martina e lo Scuro” di Andrea Venturo

Martina e lo ScuroTITOLO: Martina e lo Scuro

AUTORE: Andrea Venturo

GENERE: Suspense

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La prima volta che lo aveva incontrato, Martina aveva avuto paura. Aveva urlato e la mamma era accorsa subito. Lui era svanito all’istante, tra le ombre della cameretta. Sua madre le aveva regalato una torcia: “Puntagli questa contro e vedrai che sparirà”!Solo che non era sparito.

Su era ritratto di scatto dal cono di luce.

«Oh, scusa! Ti ho fatto male? » La aveva chiesto. Per tutta risposta il tentacolo di buio era rimasto immobile.

«Non aver paura, è soltanto un po’ di luce, vedi?» e aveva proiettato l’ombra della mano sul muro. Il tentacolo si era avvicinato ad essa e l’aveva annusata.

«Mi fai il solletico! » aveva detto lei ma non aveva ritratto la mano.

«Ti chiamerò Scuro. Ti piace? »

Quella notte Martina e lo Scuro divennero amici. Martina e lo Scuro

Ogni sera, prima di addormentarsi, Martina accendeva la torcia elettrica faceva le carezze al suo amico tra le ombre. Lo Scuro la stava ad ascoltare, mostrava di gradire il contatto con l’ombra di lei.

Martina gli raccontava di sua madre e del suo compagno Ciro, che sua madre le faceva tante coccole e di come Ciro aveva preso a fargliele: fin dalla prima carezza Martina aveva sentito un tocco diverso.

Le carezze di Ciro divennero più frequenti e fastidiose.

Una sera che era rimasta sola a casa con lui le disse: «É ora di andare a letto» e la toccò nuovamente, questa volta tra le gambe. Lei respinse quella mano invadente.

L’espressione di Ciro cambiò all’istante.  «Il tuo comportamento mi preoccupa » rispose con una smorfia cattiva e la sua mano era saettata veloce, colpendola su una guancia col palmo ben aperto.

Lei aveva urlato una volta, poi era corsa verso la sua cameretta. I passi di Ciro alle sue spalle e un terrore potente a batterle in petto.

«Non pensare di cavartela  così, ragazzina!»

Lui irruppe nella stanza pochi secondi dopo. Lei si era guardata attorno in cerca di fuga, Ciro era scattato e le aveva rifilato un nuovo ceffone, e poi si era sfilato la cintura dai calzoni.

«Tu mi preoccupi Martina, mi preoccupi molto!» disse mentre avvolgeva la cinghia intorno alla mano destra.

Martina arretrò verso il letto , la fibbia si abbatté sulle sue gambe. Il grido, potente e primordiale come la paura che aveva in corpo, le svuotò i polmoni. Con le mani afferrò la prima cosa che le capitò a tiro: la torcia. La accese e  gliela puntò contro.  L’uomo arretrò per un attimo ma poi si riprese: «Cosa pensavi di fare? Abbagliarmi? » l’ombra dell’uomo proiettata sul muro alle sue spalle lo rese ancora più spaventoso:  «Ora ti faccio vedere io cosa succede a chi mi disubbidisce» e si slacciò i calzoni con la mano rimasta libera.

Sulla parete lo Scuro attraversò in un lampo il cerchio di luce, penetrò nell’ombra di Ciro che spalancò la bocca per gridare, ma ne uscì solo un gemito soffocato, poi fu avvolto dal tentacolo e trascinato via nell’oscurità. Martina fissò a lungo il cerchio vuoto della torcia. Finché non le riuscì finalmente di piangere.

Quando la madre tornò a casa trovò Martina addormentata, del suo uomo era rimasta solo una cintura di cuoio sul pavimento della cameretta.

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Libri di questo autore:

Il Torto (Le Cronache di Tharamys Vol. 1)

I razziatori di Etsiqaar

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Lettrice curiosa in cerca di emozioni su cartaceo e su ebook, blogger per caso, e scrittrice sin da ragazzina per passione inesauribile.

Laureata in Scienze Politiche, a indirizzo sociologico. Master in Creazione di Progetti Sociali e Sviluppo Locale.

Sono appassionata di libri, di comunicazione, di musica, di arti grafiche e di tutto ciò che è creatività.

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