Racconto: “Verso la Luce”

TITOLO: Verso la luce

AUTORE: Maria De Riggi

GENERE: fantascienza

Note: Racconto selezionato per l’antologia “50 Sfumature di SCI FI”- Ed. La Mela Avvelenata

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L’ignoto.
La Legionis lacera l’oscurità dello spazio alla ricerca di un pianeta ospitale e di qualche forma di vita intelligente.
Siamo gli ultimi esseri umani. Come api cerchiamo il fiore da cui trarre il nettare.
Io sono un lector. Percepisco qualsiasi attività vitale anche a grandi distanze. Io non esploro mondi, ma menti. Stabilisco contatti, ma finora nessun luogo si è rivelato adatto alla nostra sopravvivenza, nessun essere abbastanza simile a noi.«Luc, concentrati!» mi incalza il capitano. «Sei l’ultimo lector dell’astronave. Abbiamo già perso Michael e Riccardo».
«Penultimo, comandante!» rettifica Loris piccata.
«Loris, stai zitta! Hai fatto già troppi guai, il tuo dono non è maturo» sottolinea il capitano.
«Uff… » sbuffa Loris e si siede al suo posto di controllo.
«Allora Luc? C’è qualche forma di vita con la quale possiamo interagire su questo pianeta o no?»
Mi concentro. Sono molto stanco. L’ultima volta che sono entrato nella mente di un altro vivente ho subito uno shock. L’essere aveva l’aspetto solo vagamente umano, in realtà era energia composita. Per un soffio, grazie alla mia grande esperienza, sono riuscito a tornare indietro. Noi lector dobbiamo stare attenti a non fondere la coscienza con menti troppo semplici o troppo diverse dalle nostre, altrimenti diventa impossibile tornare indietro, come è accaduto a tutti gli altri prima di me.
«Rotazione di novanta gradi verso tribordo!» ordina il comandante, senza aspettare una mia risposta.
«Rotazione effettuata» conferma il navigatore.
«Bene. Ora tocca a te Luc. L’atmosfera di questo pianeta è molto simile a quella terrestre. Potrebbe essere il posto perfetto per noi. Però dobbiamo esserne sicuri, sai bene che abbiamo una sola possibilità di atterraggio a causa del danno nel circuito principale».
Mi siedo. Cerco di concentrarmi, i quadranti e gli indicatori lampeggianti mi aiutano a raggiungere un senso di ipnosi. Sento qualcosa. Forme di vita. Alcune semplicissime. Tra di loro ne distinguo una più evoluta. Il mio cuore fa un balzo. Sembra umana.
«Luc, tutto bene?»
«Sì, sì comandante. Sono pronto! Ho trovato qualcosa».
Chiudo gli occhi e prima di iniziare sento il sussurro del comandante che mi augura buona fortuna.

Inizio a scindermi in vortici di vibrazioni che si allungano e si espandono sempre più.
Buio liquido mi scorre attraverso. Il vuoto mi riempie. Sono il nulla, sono l’esca che si aggancia alla vita. Eccola!
In un attimo la connessione è totale. Eppure non trovo pensieri, solo concentrazioni rapide di immagini di cui non riesco a catturare la visione. Su tutto c’è il costante fluire del tempo.
Mi sto perdendo. Non riesco a stabilire il giusto contatto. È un’intelligenza viva, superiore. Devo espandere la coscienza. Percepisco un’essenza ancestrale, primordiale. All’improvviso scivolo in un’immensità di luce e colori. Mi ritraggo impaurito e ritorno nel buio. Non riesco a capire in che tipo di creatura sia entrato. Troppo tardi mi rendo conto che non ho più la forza di distaccarmene. Nuoto in un mare caldo, accogliente. Mi lascio trasportare dalla corrente fino a che sento una strana sensazione, una spinta a muovermi. Intravedo una luce. Chiunque o qualsiasi cosa sia, questa creatura vuole mostrarmi qualcosa. Vado verso la luce e lotto con tutte le mie forze per raggiungerla.
Un lampo mi ferisce gli occhi che si aprono su miliardi di stelle, galassie, mondi. L’infinito. Io ne sono parte. Io decido di farne parte.
Non sono più solo. Provo una grande pace. Sono un alito del pianeta. La creatura è il pianeta.
Piango. Piango perché muoio mentre nasco.
Con l’ultima scintilla di volontà cerco di connettermi a Loris. È la mia ancora. Ha la mente aperta. Contravvenendo agli ordini del comandante, ha ricercato un contatto, anche se è ancora troppo inesperta per una connessione completa. Si è accorta subito che è successo qualcosa di strano. Diventerà una brava lector. Raccoglie tutte le informazioni che le trasmetto.
Sento che sta piangendo, ma la conoscenza la pervade e comprende.
Rivolgo di nuovo gli occhi verso l’immensità, prima che la mia coscienza si fonda con quella del corpo celeste. È giunto il momento che l’uomo compia l’ultimo salto evolutivo. L’equipaggio della Legionis sceglierà se e quando entrare a far parte del Tutto. Per il momento Loris e gli altri avrebbero potuto vivere su un pianeta bello come la Terra, che li avrebbe accolti come una madre benevola.
Il mio cuore ora batte insieme a quello dell’Universo. È solo l’inizio.__

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