Realtà virtuale e identità virtuali

realtà virtualeCiò che rende una realtà virtuale non è l’assenza di un luogo fisico in cui potersi incontrare, ma la consapevolezza di tale assenza.

Una consapevolezza che fa parte del gioco, nel senso che gli attori agiscono proprio perché sono consapevoli che non si incontreranno mai. Questa consapevolezza però tende a sbiadire, quanto più i contatti fra due individui diventano frequenti.

Analizzando i comportamenti sociali all’interno delle comunità virtuali, è possibile osservare una sorta di tipizzazione degli attori, per cui ognuno si ritrova a interpretare un “ruolo” virtuale che è abbastanza omogeneo, anche partecipando a gruppi virtuali di natura diversa.

È interessante osservare come, grazie alla realtà virtuale, si realizza una nuova forma di comunicazione con caratteristiche assolutamente peculiari, rispetto a tutte le forme di comunicazione umana dirette.

La prima caratteristica della realtà virtuale è la valorizzazione della scrittura, come modalità di linguaggio di cui resta traccia, che si può rileggere anche a distanza di tempo, e che quindi lascia a entrambi gli interlocutori la possibilità di riflettere, dilatando i tempi di risposta reciproca, in base a molteplici fattori, anche organizzativi.

Il fatto di trovarsi di fronte a uno schermo piuttosto che a una faccia umana, permette inoltre di prendere le distanze da sé stessi e dagli altri.

La reazione a questa distanza psicologica può condurre a scelte comunicative e identitarie contrapposte da parte di persone con bisogni e aspettative diverse.



Nello specifico ci sono due scelte estreme ma piuttosto frequenti. Da una parte può esserci chi utilizza la virtualità come una maschera dietro cui nascondersi, e grazie a cui creare un’identità fittizia. Dall’altra può esserci chi invece si toglie la maschera che utilizza usualmente nella vita quotidiana, per svelarsi.

Ovviamente questo è un fattore a cui bisogna porre attenzione, soprattutto quando le comunicazioni virtuali vengono gestite dai soggetti più giovani, ed è bene in questi casi mantenere un sano monitoraggio da parte degli adulti.

La possibilità di alterare la propria identità all’interno dei luoghi virtuali, non rende però meno reale l’instaurarsi di relazioni basate su sintonia, e complicità, oppure l’emergere di contrasti, inimicizie, e di ogni altro sentimento umano.

Nonostante l’assenza di un luogo fisico in cui potersi incontrare, la virtualità assume dunque uno spazio sempre più reale, ed in tal senso si tratta di un fenomeno culturale ormai consolidato, di cui non si può ignorare l’esistenza.

L’essere umano ha trovato un nuovo modo per interfacciarsi con altri esseri umani, distanti nello spazio, ma con cui condivide interessi e punti di vista.

Lo spazio virtuale, anche per la vitualità delle identità che vi si incontrano, diventa uno strumento comunicativo potente che ha il vantaggio di essere uno spazio potenzialmente partecipativo, in cui è possibile realizzare il confronto tra idee e in cui è possibile portare avanti progetti innovativi.

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