Vuoi scrivere un romanzo? 3 errori da evitare

scrivere un romanzoQuando una persona si accinge a scrivere è perchè ha una storia per la testa e vuole concretizzarla.

Ma da dove si comincia?

Non c’è una regola precisa perchè ci sono molti modi di scrivere, ma di solito chi scrive un testo creativo per la prima volta  pensa che basti lasciare libero sfogo alla propria creatività, ed è convinto che questa sia la strategia migliore.

La realtà non è proprio così semplice. Chi ha un po’ di esperienza di scrittura sa che la creatività è solo una parte di un lavoro complesso, delicato e minuzioso, che deve tener conto di molteplici sfaccettature.

La prima cosa da chiedersi quando si decide di prendere una penna in mano oppure di sedersi davanti al monitor di un computer è il perchè. scrivere un romanzo

Perchè scrivo?  Qual è la motivazione che mi spinge a scrivere?

Dalla risposta che ognuno personalmente dà a questa domanda si può procedere a costruire una storia ponendosi come obiettivo il lettore.

Ci si deve cioè porre nella prospettiva di chi prenderà in mano il romanzo per leggerlo, e chiedersi quindi se la storia che si intende scrivere possa essere interessante per un eventuale lettore.

Questo esercizio di porsi dalla parte del lettore non significa snaturare una storia affinchè questa possa piacere a tutti i costi ma semplicemente imparare a guardare il proprio lavoro da un altro punto di vista per indivduarne eventuali punti deboli e correggerli.scrivere un romanzo

Ma quali sono gli errori più comuni di chi decide di cimentarsi nella scrittura creativa?

Qui di seguito i 3 errori che è più frequente riscontrare negli autori alle prese con il loro primo approccio alla scrittura:

 

     1. Questo è il mio diario.

In questo tipo di errore possono stare dentro molte cose, accomunate da un unico denominatore: l’esigenza di esprimere tramite la scrittura le proprie emozioni interiori. Può trattarsi di un disagio, un dolore, una gioia, etc.

Molte persone scrivono il loro primo romanzo in prima persona come se si trattasse di una scelta narrativa ragionata. In realtà per la maggior parte dei casi si tratta di una scelta puramente istintiva dettata dal fatto che la storia nasce da un’esperienza personale, o comunque scaturisce dall’esigenza interiore di buttare fuori una parte di sè.

Ma uno scrittore deve riuscire a prendere le distanze da sè stesso per scrivere un romanzo e non un diario.

Le emozioni sono una cosa meravigliosa ma le emozioni nude non interessano il lettore. Il lettore non vuole leggere le emozioni di un’altra persona, bensì le emozioni che egli stesso potrebbe provare immedesimandosi in quella persona, oppure identificandosi in una situazione analoga, oppure ancora ritrovandosi in una situazione diversa ma con dinamiche relazionali analoghe.

E’ difficile?

Sì, certo che lo è! Altrimenti ci sarebbe uno scrittore per ogni vita vissuta con emozioni piene e intense.

In che modo si deve scrivere affinchè il lettore percepisca tutte queste emozioni come proprie?

La scrittura narrativa deve essere in grado di trasmettere emozioni e non dichiararle.

Un esempio semplice: se un personaggio della storia narrata è triste uno scrittore non dovrà scrivere: “è triste” ma piuttosto dovrà mostrare visivamente una scena in cui quel personaggio esprime la propria tristezza, rendendola concreta e viva.

Il lettore in quella scena non dovrà sentirsi triste per il personaggio ma dovrà sentirsi triste insieme al personaggio.

In che modo dovrebbe renderla concreta e viva?

Rendendo il personaggio non un semplice fantoccio che interpreta una parte leggendola da un copione, ma piuttosto presentandolo come una persona vera, con tutte le sue contraddizioni. Una delle cose che rende più vero un personaggio sono i suoi difetti. Un personaggio perfetto oppure un personaggio troppo uniforme tende ad essere poco credibile.

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    2. Ti descrivo tutto per bene anzichè raccontarti

Alcune persone alle loro prime prove creative scrivono una cronaca, un resoconto dei fatti, oppure si limitano ad elencare una serie di accadimenti. Questo tipo di approccio è ben distante dal racconto. E’ come quando ci si trova insieme ad un gruppo di amici e c’è quello che quando racconta un episodio tutti sono lì ad ascoltare con attenzione, mentre un minuto prima la stessa scena è stata raccontata da un altro amico e nessuno l’ha sentita.

Ecco! Puoi avere in testa la storia più bella del mondo ma se non sai raccontarla nessuno avrà voglia di leggerla.

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Cominciare un romanzo scrivendo “C’era una volta un magnifico castello” va bene ma è importante che il lettore possa vedere i cavalieri che combattono, deve vedere i personaggi che agiscono e capire chi sono quei personaggi attraverso ciò che fanno, non attraverso lunghe e noiose spiegazioni.

Da questo punto di vista l’azione e il discorso diretto avvicinano il lettore al “qui e ora” narrativo e lo rendono partecipe degli eventi narrati.

Raccontare significa anche avere chiara in testa la trama di una storia ancora prima di scriverla. Alcuni preferiscono costruirsi una scaletta prima di cominciare ma non si tratta di uno step obbligatorio.

L’importante è che si abbia chiaro in mente il messaggio che si intende trasmettere, oppure il percorso del racconto e dei personaggi. Ogni buona storia ha un proprio senso. Ogni buona storia è costruita come un cerchio che ha un inizio, fa un lungo giro, e poi si chiude.

 

     3. Il mio romanzo è bellissimo così com’è

Nulla di più sbagliato!

La strategia migliore per scrivere un bellissimo romanzo è l’umiltà. Per chiunque si accinga alla scrittura creativa è importante essere disponibile ad ascoltare consigli di miglioramento senza la presunzione che una prima stesura sia già un best-seller.

Una prima stesura è solo una prima stesura con tantissimi difetti. Sempre!

Inoltre prima che un autore si accinga a rileggere una storia appena scritta è sempre bene lasciare passare un po’ di tempo, per prenderne le distanze ed essere così più lucidi nell’individuare i punti di debolezza del proprio lavoro ed eliminarli.

scrivereun romanzoInoltre dopo la stesura che si considera definitiva è utile chiedere a qualcuno che non sia un amico di leggere il proprio lavoro.Gli amici proprio perchè sono amici non possono essere obiettivi nel loro giudizio, e comunque non sono in grado di individuare eventuali difetti.

E’ bene quindi cercare consiglio altrove.

Io credo che la lettura da parte di terzi sia uno strumento prezioso per ogni aspirante scrittore. La cosa migliore sarebbe quella di far leggere il proprio lavoro a qualcuno che ama la lettura, oppure a un insegnante, e chiedergli di scrivere qualche riga per indicare che cosa gli è piaciuto e che cosa no.

Gli appunti scritti infatti sono qualcosa su cui si può riflettere con calma, tenendo conto che il lettore per quanto possa essere attento non è un editor e quindi non ha le competenze per spiegare che cosa c’è esattamente che non va. Può soltanto fornire delle indicazioni che devono essere approfondite in base alla propria sensibilità e alla propria voglia di migliorare.

Esistono molte realtà che possono aiutare a migliorare la scrittura creativa tramite il confronto con i lettori. Una di queste è il Torneo Letterario Ioscrittore che consente di ricevere i giudizi da parte di altri aspiranti scrittori. Un’altra è Wattpad un social network sul quale si possono pubblicare interi romanzi romanzi o anche singoli capitoli e ricevere commenti dai lettori.

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Per approfondire gli argomenti di questo post:

http://www.ioscrittore.it/tag/consigli-di-scrittura.htm

Wattpad, il social network degli autori on-line

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